| Fauna particolare |
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La Nuova Zelanda sin dalla sua formazione geologica ha vissuto in un lungo, meraviglioso isolamento, e questo ha permesso a numerose specie di animali di sopravvivere su queste isole crescendo indisturbate, grazie soprattutto all’assenza di grandi predatori e alla poca presenza dell’uomo fino all’arrivo dei Maori prima e degli Europei dopo. Il 90% della fauna neozelandese non si trova in nessun altro posto al mondo, rendendo il paese un luogo privilegiato dove scoprire esemplari in assoluto unici, straordinari e davvero caratteristici.  A differenza dell’Australia, non ci sono molti rettili o anfibi, e pochi tra i mammiferi sono i pipistrelli, di cui si contano solo due specie diverse. Tra gli insetti, spiccano alcuni tipi di farfalle, anche se in numero limitato. I veri animali che regnano sulla Nuova Zelanda, però, sono gli uccelli, che costituiscono la quasi totalità di animali originari del paese. Essi hanno potuto prosperare grazie alla quantità e alla ricchezza di cibo, e non avendo nemici naturali alcuni di loro hanno perduto la capacità di volare. Uno di questi, che è anche il simbolo della Nuova Zelanda, è il kiwi, grosso circa quanto un pollo, notturno e molto timido: ne esistono diverse specie e le principali sono tre, il Great Spotted, il North Island Brown e il South Island, e tende a evitare il contatto con gli esseri umani. Vive prevalentemente in aree protette, ma per poterlo avvistare allo stato libero si può andare su Stewart Island.  Altri uccelli tipici sono il bellbird, il falco neozelandese, il kakapo e il robin. Poiché sono presenti quasi tutte le specie di pinguini, tra cui il Fiordiland Crested e quello dagli occhi gialli, si è arrivati a supporre che l’arcipelago neozelandese sia la terra d’origine di questi animali.  La fauna marina è molto varia e nonostante i problemi dovuti a secoli di caccia indiscriminata di baleniere e fochiere, ancora oggi si possono avvistare le foche, delfini e balene grazie a tour organizzati attraverso baie e isole dei dintorni. Il periodo migliore per le foche va da ottobre a gennaio, perchè in questo periodo le colonie si popolano di cuccioli ed è bellissimo poterle vedere sulle coste rocciose delle isole maggiori, soprattutto quelle dell’Isola del Sud. Per delfini, capodogli e megattere non è così semplice: la zona migliore è quella di Kaikoura, dove si possono ammirare le evoluzioni di questi straordinari mammiferi grazie a crociere studiate appositamente.  Quando attorno all’anno Mille i Maori approdarono sulle coste della Nuova Zelanda e iniziarono a occuparne i territori per cacciare, si portarono dietro il cane e il ratto e questo provocò i primi squilibri nei confronti della fauna locale. Ma nulla a che vedere con l’arrivo degli Europei, che introdussero un grande numero di mammiferi che provocarono perdite ben più gravi all’habitat naturale di diverse specie di uccelli. Gli animali da pascolo e i piccoli mammiferi predatori entrarono in competizione e in conflitto con la fauna autoctona, in molti casi provocandone addirittura l’estinzione. Oggi il recupero e il salvataggio delle specie autoctone viene organizzato sulle isole al largo di quelle principali, le uniche a non ospitare animali estranei e in grado di preservare l’habitat originario neozelandese.  |
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