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Nuova Zelanda
Lunedì 26 Gennaio 2009 18:39



Nuova Zelanda, un nome che suggerisce e riporta subito alla mente terre lontane, vergini, incontaminate. Un arcipelago che per lunghissimo tempo è rimasto isolato, non toccato dalla mano dell’uomo, e ha permesso alla sua natura di crescere libera, rigogliosa e salvaggia, cullata dai venti del mare e bagnata dalle piogge cadute dalle lunghe nuvole bianche che percorrevano suo cielo. Un autentico regno delle meraviglie che ancora oggi, nonostante l’arrivo e le trasformazioni attuate dall’uomo negli ultimi due secoli, conserva una fauna e una flora peculiari, introvabili in nessun’altra parte del mondo.

E allora il viaggio inizia alla scoperta dell’Isola del Nord, coi suoi vulcani ancora attivi e con le sue città moderne, un luogo in cui le forze ancestrali della terra convivono con la tecnologia più moderna. Il cammino continua verso l’Isola del Sud, con i suoi tesori di oro e di giada, il suo clima così incostante e quell’energia che le proviene dalla sua essenza profondamente selvaggia. Poi ancora le isole al largo delle coste, numerosissime e molte di esse disabitate; le città principali, una dopo l’altra, ognuna con i propri tratti peculiari; i parchi nazionali e le riserve naturali, tesori di rara bellezza che conservano specie endemiche schive e preziose; le caratteristiche europee che si fondono con quelle maori creando un connubio spiazzante, a volte incomprensibile, a volte incredibile, a volte magico.

La Nuova Zelanda è una terra da capire, da amare e rispettare. La si può capire ripercorrendo la sua storia, che non ha visto traccia umana fino all’anno Mille, quando i primi Maori toccarono le sue coste, rimanendo affascinati e colpiti dalla sua abbondanza. Era un territorio così ricco e poetico che pensarono di farne la propria casa, donandole nomi evocativi e lasciandoseli suggerire dalla natura stessa e dai miti polinesiani: e così quel luogo sconosciuto divenne Aotearoa, la terra dalla lunga nuvola bianca. Fino al 1800, quando l’espansionismo coloniale europeo non raggiunse anche queste zone agli antipodi del mondo, questa terra permise ai maori di vivere isolati nel proprio piccolo universo, cacciando, pescando e coltivando patate. E quando arrivarono i popoli dalla pelle bianca, si crearono nuove sinergie, non sempre positive, che prepararono a una nuova era.

La Nuova Zelanda è una terra da amare e rispettare, per ciò che rappresenta, per la sua fragilità, per la straordinarietà della vita che la popola. Qui è dove la natura domina incontrastata, dove il cielo si specchia nel mare e le montagne si confondono e si mescolano coi vulcani, i geyser coi ghiacciai, i laghi e le foreste con la nuda roccia. Una terra di contrasti da scoprire con la curiosità e l’entusiasmo dei bambini, con la cautela e la deferenza che si devono a una antica signora che tanto ha visto e vissuto, con la consapevolezza che qui gli uomini conducono un’esistenza diversa, più a contatto con l’autenticità della vita, più consapevoli della sua concretezza e dei suoi cicli che fanno parte dell’essenza di ognuno di noi. Perché quello in Nuova Zelanda sia un viaggio davvero indimenticabile.




Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Febbraio 2009 11:48